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La grande guerra

RIPROPOSTA 27/10/2013, 12:54

 

 

       DUCEEEE

 

 

La Grande Guerra
a cura di H.Edda Cacchioni

 

Nel 1914 si ha un sistema economico di produzione delle merci su scala mondiale.
C’è un aumento demografico, questo rende disponibili una quantità di uomini da addestrare e da spedire in campi di battaglia.
L’esito dell’industrializzazione scientifico-tecnologico come uno shock!
La prima guerra mondiale nasce da nun avvenimento di sapore ottocentesco, l’assassinio a Sarajevo. Il 28.06.1914 l’erede al trono d’Austria Francesco Ferdinando e la moglie vengono ammazzati per mano di Guarilo Princip studente bosniaco membro di un organizzazione irredentista con base operativa in Serbia.
L’inizio del secolo aveva visto infatti la fine dek ruolo di controllo e di mediazione che la Gran Bretagna aveva svolto a partire del Congresso di Vienna come potenza dominante e garante dell’equilibrio europeo. La Gran Bretagna era divenuta una nazione fra le altre nella Triplice Intesa che designava lo scacchiere europeo.
L’Europa divisa in due blocchi: Francia, Inghilterra, Russia unite nella Triplice Intesa contrapposta alla Triplice Alleanza di Germania, Austria-Ungaria e Italia in competizione per una nuova egemonia.
Fin dai primi giorni l’invasione del Belgio, Paese protetto da accordi internazionali, segna la vanificazione del Trattato.
Gli Stati Maggiori pensavano ad un scontro breve, in generale si pensava ad una ‘’guerra di movimento’’ , fondata su una strategia offensiva e sullo spostamento rapidissimo di grandi masse di soldati da gettare in poche e decisive battaglie campali.
Ma gli ultimi 4 mesi del 1914 smentirono questa aspettativa.
I tedeschi arrivano nei pressi di Parigi sulle Rive della Marna e vengono respinti (battaglia della Marna) da una resa di contrattacchi dei francesi.

La guerra di movimento progettata dai generali diventò Guerra di Trincea in cui sono partecipi due schieramenti che si fronteggiano immobili tra il 1915-18 le linee di combattimento in Francia non si sposteranno mai più di 15 km . Le trincee sono di norma 3, una di prima linea, una di rinforzo, e una di riserva che s’incrociano con quelle di comunicazione e con quelle sotterranee, che si spingono nella <<terra di nessuno>> come viene chiamato lo spazio fra gli opposti trinceramenti.
In Inghilterra la statura minima richiesta ai volontari è di 1,80 inizialmente poi viene ridotta a 1,72 e poi 1,67.
Il governo italiano decide l’intervento nel maggio del 1915.
Nel 1914 l’Italia si era dichiarata neutrale richiamandosi sia al carattere difensivo della triplice Alleanza (che impegnava gli Stati firmatari al sostegno reciproco solo in caso di aggressione da parte di altre potenze, mentre l’Austria in questo caso, risultava paese aggressore), sia al fatto di non essere stata consultata dall’Austria prima della dichiarazione di guerra alla Serbia in violazione di una clausola del trattato.
Quando poco dopo alcuni gruppi politici cominciano a prospettare l’eventualità di intervenire a fianco di Francia e Gran Bretagna la maggioranza del parlamento resta contraria.
Sono neutralisti i liberali òegati a Giolitti (teme un lungo conflitto). Anche quelli cattolici e socialisti.
Nasce un interventismo democratico che vede nella guerra il completamento del Risorgimento (annessione Trento e Trieste).
Benito Mussolini che dopo aver condotto sulle pagine dell’<<avanti>> una campagna per la neutralità, fonda nel nov 1914 un giornale di accesa propaganda ‘interventista’ <<il popolo d’Italia>>.
Il rafforzamento vistoso dei ‘nazionalisti’, favorevoli a questa guerra come veicoli di conquista territoriali, e affermazione politica. Essi vedono come i futuristi, nella guerra una forza rinnovatrice capace di realizzare nel ricorso delle armi i massimi valori morali.
Nell’aprile Salandra e Sonnino, dopo aver trattato per mesi con tutte e due le parti all’insaputa del Parlamento accettano le proposte dell’ Intesa con il Patto di Londra, che promette all’Italia il Venezia Giulia, Trentino, Istria (esclusa Fiume) e una parte del Sud Tirolo e della Dalmazia con varie isole adriatiche. La maggioranza esprime solidarietà alle proposte neutraliste di Giolitti e Salandra ne è spinto a dimettersi.
L’Italia è spaccata in due.
Nel 1914 l’uso della scienza e tecnica ai fini bellici non è più una novità. Le invenzioni più moderne della chimica e della meccanica vengono convertite in ordigni distruttivi.
Entrano in uso: gas di cloro lanciato dai tedeschi;
carri armati; aerei da combattimento e da ricognizione; sottomarini.
Tutto ciò stimola la ricerca tecnico scientifica.

Nel 1914 e Pietrogrado in Russia un corteo di operaia dà il via a grandi manifestazioni antirazziste. Lo zar Nicola II è costretto ad abdicare e la Russia si trasforma in Repubblica.

Anche in Italia i rapporti sociali sembrano sull’orlo di un combattimento. Nel 1918 dopo le offensive italiane sull’Isonzo, gli Austriaci sfondano le linee a caporetto, provocando uno sbandamento quasi totale fra le truppe italiane in ritirata.

L’avanzata austriaca viene fermata sul Piave e sul monte Grappa, nasce un nuovo governo di unità nazionale presieduto di Vittorio Emanuele Orlando.
Nel comando supremo a Cadorna subentra Armando Diaz, meno propenso alle repressioni indiscriminate e più attento alle esigenze dei soldati = si affianca una propaganda sistematica che promette in caso di vittoria la terra ai contadini e rapporti sociali meno iniqui.

L’entrata in guerra dell’America, gli Stati Uniti combatteranno per ristabilire le condizioni di una convivenza civile fra i popoli e non per ottenere ampliamenti territoriali.
In Germania si ribellano i marinai del Baltico.
In Austria scoppiano scioperi…

L’autunno del 1917 sono per l’intesa i più difficili della guerra la Russia esce dalla coalizione firmando un armistizio con la Germania: nella notte 6-7 novembre i bolscevichi hanno infatti rovesciato con un colpo di stato insurrezionale il governo provvisorio e si sono costituiti in Governo Rivoluzionario, dichiarandosi per una pace immediata senza annessioni e indennità. L’ottobre russo fa da esempio e rafforza in Occidente il tema della guerra democratica che metterà fine a tutte le guerre.
Dopo 3 anni di guerra il 1918 vede gli schieramenti in equilibrio e in gravi difficoltà.

Il 24 ottobre l’Italia dà il via ha un offensiva generale, che si conclude con il successo della battaglia di Vittorio Veneto. Mentre il 3 novembre ci fu l’armistizio di Villa Giusti.

L’impero asburgico si sfascia in una serie di repubbliche indipendenti. Il 28 ott i marinai tedeschi si ammutinano a Kiel scoppiano moti a Berlino l’11 nov fuggiti il Kaiser e Carlo I d’Austria, il governo tedesco presieduto da Ebert socialdemocratico firma l’armistizio senza condizioni (diktat) . La Grande Guerra è finita.

Alla conferenza per la pace, sono esclusi gli sconfitti, inizia il 18 gen 1919 a Versailles con i capi di governo delle quattro nazioni vincitrici: Georges Clemenceau; Lloid Georges; Orlando; Wilson. L’opinione mondiale è antitedesca e antiaustriaca. I vinti saranno additati come capi espiatori.
L’Italia rivendica tutti i territori concordati con il patto di Londra compresa la Dalmazia, essenzialmente slava, più Fiume, e di fronte al rifiuto degli alleati abbandona la Conferenza.

Germania cede porzioni del territorio statale, tra cui Alsazia e Lorena assegnate alla Francia; deve accettare clausole economiche.

La Repubblica Austriaca è messa sotto tutela della Società delle Nazioni per impedire qualsiasi iniziativa di unificazione con la Germania.
Alla Polonia si assegna la Galazia.
All’Italia il Trentino, la Venezia Giulia, il Sud Tirolo, Trieste e l’Istria.
Boemi e Slovacchi confluiscono nella Repubblica Slovacchia.
Croazia Bosmia Slovenia si uniscono  a Serbia e Montenegro formano la Iugoslavia.
L’Impero Ottomano perde i suoi territori si trasforma in uno Stato Nazionale.
La Russia annulla, il trattato di Brest – Litousk è annullato.

Con la fine della 1° guerra mondiale crolla l’Impero ottomano <<il grande ammalato>> come viene chiamato nelle diplomazie europee.
Spinte opposte di molti nazionalisti, sia balcanici che mediorientali, tra cui quello armeno, duramente represso dal governo nazionalista dei Giovani Turchi.
I turchi durante la guerra uccisero molti armeni, il loro accanimento si basava sull’idea che fossero potenziali traditori, pronti a schierarsi con il nemico.
Nel 1920 con il trattato di Serves, l’Impero ottomano cessava di esistere. Nacque la repubblica turca che si avviò verso un cambiamento radicale, vicino ai modelli europei. (voto alle donne 1936 – abolita la poligamia – abiti occidentali)
Siria e Libano passavano sotto l’amministrazione francese.
Palestina sotto quella inglese. Nel restante territorio si formarono due monarchie: Iraq, Transgiordania

Dopoguerra in Italia
Crisi economico-sociale.  Il fallimento della banca italiana (1914) L’inflazione causata dall’emissione di cartamoneta per far fronte al fabbisogno della spesa bellica; aveva incrementato i prezzi dei beni di consumo.
Scatenò scioperi e rivendicazioni sia nell’industria sia nei servizi pubblici.
Nello stesso tempo la proprietà della terra era reclamata dai contadini : sia in forma organizzata con le Leghe Bianche d’ispirazione cattolica e le leghe rosse d’ispirazione socialista del centro nord, sia in forma più spontanea nel centro sud dove si verificavano numerosi episodi di occupazione di terra incolta.

Le prime elezioni del dopoguerra nel 1919 videro la vittoria dei partiti di massa, la sconfitta dei gruppi liberali-democratici (sistema proporzionale)
Partito socialista italiano
Partito popolare italiano (1919) di Don Luigi Sturzo (1871-1959)
Nascono nuovi gruppi e organizzazioni tra cui i fasci di combattimento che vennero fondati nel 1919 da Benito Mussolini e rappresentarono la fase dell’incubazione del fascismo italiano.
Secondo Gabriele D’Annunzio la vittoria italiana era una ‘vittoria mutilata e la partecipazione dell’Italia al conflitto mondiale non aveva ottenuto il debito riconoscimento. La vittoria era inadeguata a compensare i sacrifici compiuti.

 

 fonte libro di testo a cui fa molto fede, non ho personalizzato con le miei idee.
    

 

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