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L'amore di se e il lavoro

(Riproposta)
 

 

 

 

L'amore di se e il lavoro

Studio e.c. online
http://www.eddacacchioni.it

 

In un concetto univoco il lavoro può essere definito il sostentamento P30-01-10 11.24dell’essere umano sul profilo psico-fisico. L’OMS (organizzazione mondiale della salute) definisce la promozione della salute sul lavoro con diversi parametri, la promozione interessa tutta la popolazione non solo i soggetti a rischio. Un’attenta promozione influisce sulle condizioni e sulle cause della salute, in maniera positiva e costruttiva, ed è il punto d’incontro di una serie di azioni e approcci che nonostante la loro differenzazione si completano.
Per ottenere dei buoni risultati nel 1991 si sono organizzati dei corsi sul “Leader schip Fundementals”, gli insegnanti hanno presentato il sistema e gli obiettivi con  gli strumenti e metodi necessari al raggiungimento.
Un altro corso è stato presentato qualche anno più tardi con una durata di 4 giorni dal tema “Dinamics” in cui sono stati presentati agli impiegati, gli obiettivi e le modalità per il raggiungimento. Gli argomenti sono stati proposti in base alla priorità, evidenziando l’importanza della comunicazione, eliminando le conflittualità lavorando sulla propria autostima costruendo un lavoro di equipe armonioso e gioioso.
L’azienda DUPOINT ha elaborato una procedura, il  “Checkpoint del benessere” per rendere possibile un’analisi dello stato di salute e benessere dei propri dipendenti. Buone condizioni di lavoro, riflettono sull’atmosfera lavorativa con un riscontro di maggior produttività.

Il 23 agosto 2010 è iniziata la campagna di Comunicazione indirizzata alla Sicurezza sui luoghi di lavoro e terminerà a maggio 2011.Il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali ha come obiettivo la riduzione del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012.
Lavorare con consapevolezza e amore di se apporta dei vantaggi anche sul profilo della vita privata familiare. Lo slogan della campagna recita  “ Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene” ed è mirato a tutta la popolazione in particolare alle persone che esercitano la propria prestazione lavorativa nel campo dell’edilizia, agricoltura e trasporti.
Il lavoratore deve tutelarsi anche per la propria famiglia e il  datore di lavoro deve assicurare il rientro a casa del  lavoratore stesso.
La popolazione verrà informata attraverso la televisione, radio, internet e altri mezzi di comunicazione compreso il cinema e l’affissione.
Gli interventi sul territorio sono rivolti ai giovani.
Per i più piccoli sul sito
www.imparolasicurezzagiocando.it, si trova un video gioco con la quale il bambino giocando impara le norme del ben lavorare.

 

Un accenno al Burnout e Mobbing
Alcuni lavori di tipo socio-sanitari con preponderanza al contatto umano richiedono un apporto maggiore di coinvolgimento professionale-emotivo.
Basilare è il rapporto che s’instaura tra operatore-utente, il primo deve concentrare le sue energie per risolvere i vari problemi dell’utente e quando ciò non avviene, il lavoro può diventare frustante e sfociare nel Burnout.
Il termine Burnout è inglese e significa “bruciato”inteso come stanchezza per il consumo di troppa energia, resistenza, risorse.  Questo termine è stato usato per la prima volta dallo psichiatra tedesco E.kraepelin 1856-1926 sul testo
Trattato di psichiatria, egli descrive la situazione dei medici che in determinate condizioni di svantaggio lavorativo come le scarse economie, la difficoltà di raggiungere gli obiettivi prefissati in concomitanza dell’impegno nell’attività lavorativa non gratificata, i medici accusavano un conseguente esaurimento.
Col tempo il Burnout viene considerato la sindrome dell’esaurimento emotivo (EE) di depersonalizzazione (DP) e di bassa realizzazione personale (PA).
Le cause sono da ricercarsi nella congruenza professionista-cliente e nel contesto in cui si opera.
L’osservazione professionista-contesto lavorativo, consente di dare delle risposte conclusive alle problematiche legate a questa sindrome, individuando un minor rischio di Burnout.

 

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Mobbing
In un azienda con mancato controllo si possono attuare dei veri e propri soprusi sulla persona considerata “diverso”, sfociando in vere aggressioni tra colleghi,  tra datori di lavoro e dipendenti.
Questa tipologia comportamentale si chiama Mobbing.  To mob  significa assalire, aggredire ed è un termine inglese preso in prestito dalla scienza che studia il comportamento animale di alcune specie. L’animale da bandire viene accerchiato, attaccato fino a quando non si sia definitivamente allontanato.
Gli attori del mobbing sono 3:
1) mobber la parte attiva: l’aggressore
2) complici: le persone che si comportano da spettatori e disseminatori di             maldicenze contro il mobilizzato
3) mobilizzato
Il fondatore di questo filone di ricerca in psicologia del lavoro è Leymann che considera il mobbing un fenomeno in movimento e progressivo.
Un danno con conseguenze per la salute da evidenziare nella sfera psico-fisica come ansia, depressione, insonnia, problemi psicosomatici anche perché il lavoratore si sente responsabile di quanto gli sta accadendo, incapace di difendersi.
Un danno anche per l’azienda che deve risarcire il mobilizzato. Tuttavia viene riconosciuto il danno biologico ma non il danno morale!
In Italia ci sono 4,2%  casi di mobbing spesso adottato quando non è possibile il licenziamento.
In Internet si possono trovare diversi siti che tentano di spiegare il mobbing e come riconoscerlo, tra l’altro esistono dei siti specifici sulla tutela del lavoratore che consigliano dove presentarsi per richiedere delle informazioni aggiornate e individualizzate.

 

Ricordare i diritti e i doveri
I diritti del lavoratore sono di carattere patrimoniale, personale e sindacale.
I doveri vengono recitati nell’articolo 2104 del codice civile. 

I diritti del datore di lavoro: ha potere direttivo e di controllo.
Il dovere è quello di pagare la retribuzione

(Rimando l’argomento dettagliato, ad uno dei nostri prossimi appuntamenti)

 

 

Hedda Cacchioni

Mantova 15/10/2010
ore 16,00

 

(riproposta)


“il mondo è pieno di persone che cibano il loro spirito col lavoro, visibile o invisibile, l’importante non essere in tre: uno che lavora e gli altri due che poltriscono!”

Hedda Cacchioni

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