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5Pedagogia. I primi professori

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CORSO BASE GRATUITO

5Pedagogia. I primi professori
 
a cura Edda Cacchioni 
Scrittrice Professionista-Traduttrice
Editor-Counselor 
Artista Atleta

 

 Il pensiero ha necessità di prendere forma e lo si evince dal fatto che Atene diventa centro culturale ellenico.

Pericle attua la riforma democratica in cui si afferma l'individualismo ed il pensiero libero si apre alla critica. I politici non sono più scelti per rango piuttosto in base alla loro cultura. In questo clima di interesse all'istruzione nascono i SOFISTI i professori di oggi.
Inseriscono nei modelli educativi l'influenza ambientale. Si insegnava -grammatica, la conoscenza della lingua -retorica saper parlare -dialettica insegna a sostenere un argomento con tesi discordanti  e la capacità di persuadere al di là dell'argomento e senza convincere. 
I primi insegnanti 
. Protagora
484 a.C. secondo l'insegnante le figure importanti nell''infanzia sono la famiglia e il pedagogo. La scuola è luogo dove si studia compresa la musica, la cetra.
prosegue la poesia per l'imitazione, la musica per l'autocontrollo, la ginnastica per il corpo, il trittico di grammatica, retorica e dialettica. In questo periodo si conferma il concetto PAIDEIA  prototipo dell'umanesimo riconosciuto come appropriato fino alla riforma Gentile.
Di Protagora scrive Platone e ricorda che il percorso formativo dell'insegnante era eteroeducativo.
. Gorgia di Lentini 
490 a.C. con lui si celebra il potere psicagogico della parola insegnava a giudicare l'anima e la manipolazione delle credenze soggettive  con la visione nichilista <<nulla è;  se qualche cosa esistesse, non si potrebbe conoscere; se qualche cosa si conoscesse, non si potrebbe comunicare>>.
Anche di Gorgia ne parla negli scritti Platone in cui Socrate ne critica l'insegnamento in direzione del male e cioè la sopraffazione delle anime semplici.

In realtà la ragione e pensiero si formano in Atene nel V e IV  ... iniziano ad esserci le rivoluzioni culturali e ni primi martiri per rispetto degli antichi e delle tradizioni. Socrate è tra le vittime.
. Socrate si dice di lui che era un rompiscatole, malvestito, scalzo e sporco. Nato ad Atene nel 469 a.C. padre scultore madre levatrice. Era il tempo di Pericle 460-429 ... di Socrate non si hanno testimonianze scritte ne parla Platone suo discepolo e il detrattore Aristofane ma anche Aristotele Diogene ecc...
Si distacca dalla sofistica iniziando una sua pratica educativa: interrogava e stimolava chiunque incontrasse. 
Fermava le persone con questa frase <<ascolta, cittadino della polis famosa e potente, non ti vergogni di occuparti tanto di fare soldi e di inseguire pubblicità e riconoscenza dagli altri, mentre ti disinteressi della sapienza e della verità e di migliorare l'anima tua, anzi non ti viene neppure in mente?>>

Avanti con gli anni entra a far parte del Direttivo del Consiglio dei Cinquecento. Diventa oppositore della condanna a morte degli strateghi vincitori di Arginuse nel 405 a.C. e anche di un cittadino spartano dei Trenta Tiranni ne consegue che il nuovo governo democratico considera Socrate un nemico e sostenitore del vecchio regime oligarchico. Venne accusato di empietà e di corruzione della gioventù da Anito, Licone, Meleto. 

Platone in Apologia trascrive l'autodifesa di Socrate durante il processo del 399 a.C. si parla di antipatia di alcune genti e poi spiega i suoi insegnamenti basati su colloqui e discussioni.. Muore con dignità bevendo cicuta. Non  accettò l'esilio ne la fuga.
Tuttavia prima di morire accusa di corruzione e crisi istituzionale delle città-stato.


Metodo
Egli in tribunale si difese sostenendosi MAESTRO DI NESSUNO. Aggiunse che Cherefonte chiese all'oracolo di Delfi chi fosse il più sapiente degli uomini e l'oracolo risponde: Socrate. Per questo riconoscendo il fatto di non sapere nulla, interroga i sapienti della città compresi politici e aristocratici. Potè constatare che l'oracolo Delfi interpellato da Cherefonte che era veramente il più sapiente in quanto egli riconosceva di non sapere. Ergo la coscienza della propria ignoranza conta più di ogni altra cosa. Da questa constatazione elabora un metodo: interrogare. Si può intraprendere con chiunque iniziando da una semplice domanda <<che cos'è?>>  la parola non scritta è viva.
L'educazione si distingue in due momenti con lo scopo di liberare il discepolo da convinzioni errate. L'IRONIA come istante negativo del dialogo continuando a interrogare e a stimolare Socrate fa scoprire l'ignoranza di ognuno. la MAIEUTICA è il momento positivo cioè l'arte di far partorire, con apposite domande, la virtù la giustizia la scienza. Emerge infine la verità che si trova dentro ogni uomo e donna favorendone la formazione autonoma.
Platone nei suoi scritti sostiene infatti che Socrate non è stato un insegnante e che da lui i seguaci non hanno imparato nulla piuttosto hanno appreso da se stessi. Mentre Aristotele lo riteneva lo scopritore del concetto.
Comunque l'insegnamento di Socrate è negativo e mira all'aristocrazia e infatti i suoi seguaci hanno origini aristocratiche.
La politica andava studiata e diventava professione esercitata da chi aveva a cuore la giustizia e viveva secondo le basi di tale concezione. Solamente chi ha una educazione intellettuale e morale può esercitarla.  Solo chi conosce il Bene sa farlo.

Il dialogo socratico come FIGLIO DELLA CITTA'.


  

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