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Comunicazione Aumentativa Alternativa. C.A.A. e autismo

riproposta 

 

 

 

Comunicazione Aumentativa Alternativa. C.A.A.
Supporto all'Autismo

a cura H.Edda Cacchioni
Counselor Editor Scrittrice 
Artista Atleta

 

 

 
La comunicazione tra persone è oltremodo importante maggior ragione nella disabilità e nella neurodiversità.
Nell'articolo si evidenziano i punti a mio avviso più significativi della Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA e l'autismo. Punti che offrono una partenza informativa per poi ampliarne la conoscenza attraverso i vari canali più utili a livello personale.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa CAA e autismo 
Dopo essersi poste alcune domande fondamentali si raccolgono nei campi le risposte, così come spero possa esservi utile questo mio piccolo orto informativo dove si trovano degli spunti interessanti da raccogliere e farne buon utilizzo.
anche Tra i metodi di Comunicazione Alternativa si possono avere diverse opportunità tra cui la
LIS cioè il linguaggio dei segni italiano ma che può essere anche di altre lingue. La Pecs (picture exchange communication system) oppure la Comunicazione scritta infine i Dispositivi digitali.

La Comunicazione Aumentativa Alternativa è costituita da un insieme di strumenti e strategie che un individuo utilizza per venire a capo con successo alle sfide comunicative della quotidianità.
I mezzi usati sono: - la voce - i gesti - il linguaggio del corpo - i supporti visivi - dispositivi che generano parole vocalizzati - 


Chiaramente questi mezzi di supporto sono mirati alla persona di cui ci occupiamo ergo per meglio dire personalizzati, un abito che indosseranno della loro misura in cui si sentiranno o saranno meravigliose persone.

 


Nell'autismo la CAA  è un ottima strategia dedita al miglioramento alla comunicazione in quanto attraverso la comprensione dei propri bisogni la persona riduce quei comportamenti problematici migliorando la sua quotidianità. Il sistema usato nella CAA con autistici è la comunicazione funzionale indipendente e si espleta con i seguenti obiettivi:
- comunicazione autonoma
- comunicazione chiara e comprensibile a chiunque
- migliorare lo stato linguistico, sociale, pensiero, giudizio ecc

Le valutazioni saranno studiate da professionisti del settore per poi essere messe in atto le strategie da operatori e tecnici 
Le figure di riferimento sono psicologi, psichiatri, assistenti sociali, educatori, tecnici, terapista occupazionale, insegnante e altre figure che hanno maggior spessore per la persona da trattare.

 

Una volta valutata la persona si sceglie il modo di operare che può essere:
. bisogni comunicativi
. capacità espresse 
. strategie di interazione considerando le barriere come può essere l'isolamento
. la generalizzazione della comunicazione dipendente dalla tribù

Stabilire il supporto più adatto e procedere attraverso la tecnica strategica, gli obiettivi da raggiungere ma a mio avviso soprattutto usare in primis il 'buon senso'. 
Preparare un piano di lavoro e parlarne con la persona: Agenda iconica. Allenarlo alla comunicazione funzionale sociale.
Tenere conto del metodo ergo le fasi di apprendimento e dare sempre la valutazione. La lealtà del Tutor ha influenza sulla persona? Probabilmente si così pure sui genitori o di chi se ne occupa dipendentemente dall'età della persona con neurodiversità.

 

 

 

-tutor, tutor di apprendimento bambini disabili.

 

  • Fonte 
    . Giulia Rosato
    . Internet
    . Manola Frosi
    . Edda Cacchioni 

 

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