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IL POTERE DELL'ECCELLENZAblog

Lingua

 

Parlare in una lingua ha un suo inizio
a volte una fine

a cura studio e.c. online
http://www.eddacacchioni.it

 

Il mondo ricco di ogni storia individuale ha moltiplicato l'espandersi e il chiudersi di ogni cosa attraverso scelte di adattabilità, un pò come ha fatto il coniglio bianco nelle zone in cui si è messo a nevicare.  Oggigiorno le persone tendono alla frenesia alla facilità delle riuscite, tuttavia come ogni notizia la velocità del ripetersi degli eventi con altrettanta velocità la notizia circola sulla terra, potremmo dire fin su all'Universo attraveso gli apparati tecnologici.
Notizie per lo più più arricchite, depauperate, assoggettate alla moda che in pochi minuti prendono l'altalenante gioco dell'idioma linguistico cosicchè ciò che intendiamo a Roma non sarà la stessa cosa di quel che significherà a Tokio.
Un pò come nel gioco ''passaparola'' dici al tuo compagno vicino una parola questo la riferisce ad un altro e via di seguito quando arriverà avrà l'influenza di tutte le persone a cui la parola è stata riferita. Così la 'parola' talvolta è completamente diversa addirittura in un  altra lingua.

I contesti linguistici al momento sono dimunuiti eppure il percorso della lingua italiana ha inizio con il passaggio di tre popoli indoeuropei nel 1400 a.C.
I Russi meridionali si spostarono verso sud-ovest fermandosi nella peniola italiana:
. veneti a nord
. osco-umbri centro-sud
. latini nel pianura del sud e Tevere


Nel VIII  secolo a.C. una tribù latina fondò la città di Roma. I romani nella conquista territoriale hanno mantenuto alcuni tratti peculiari culturali tra cui i modelli linguistici dei popoli sottomessi.
Con la nascita dell'Impero i latini si spostarono in tutta Europa.

Il latino come lingua fu codificato nel periodo di Cesare e di Augusto tant'è che le meravigliose opere oggi studiate a scuola furono scritte in latino. Citerò alcuni autori Virgilio, Cicerone, Seneca, Tacito  chi non li conosce?
Tuttavia il popolo parlava un linguaggio più semplice in latino volgare.
Le persone con alte cariche usavano per gli scritti e le orazione il latino mentre nella quotidianità usavano un liguaggio meno formale cioè il latino volgare.

 


Con il disgregarsi dell'Impero intorno al II-III sec d.C. il latino come lingua unitaria concominciò a essere sostituito.
La fine del latino avviene con l'integrazione dei popoli germanici e del  completo disfacimento dell'Impero Romano nel 476 in cui la costruzione di molti regni prendevano le caratteristiche del popolo che li governavano, tra questi:  sassoni, angli, franchi, ostrogoti, alemanni, longombardi e via di seguito.
In alcuni regni  il latino sparì definitivamente in altre si fuse con i dialetti germanici, dando origine alle lingue neolatine.

 

Libro suggerito: Storia illustrata della lingua italiana. Ediz. a colori Luca Serianni,Lucilla Pizzoli


In Italia il latino sopravvisse, solamente intorno al secolo V e il IX d.C. con la colonizzazione dei germani, bizantini, slavi, arabi, le regioni italiane si chiusero a se stesse sviluppando un proprio dialetto.
Questi dialetti provengono dalla lingua unitaria il latino volgare che si sviluppo poi nel latino fiorentino da cui deriva la nostra lingua italiana attuale.

Il primo documento in Volgare Italiano è il Placito di Capua risalente al marzo del 960 d.C.

<<sao ko kelle terrem per kelli fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti>>

(so che quelle terre, entro quei confini che qui sono descritti, le possedette trent'anni il convento di San Benedetto)

Una semplice frase, un racconto, una storia: le nostre origine.

 

 

 

Fonte
. libri di testo
. studio e.c. online

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