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IL POTERE DELL'ECCELLENZAblog

Recensione: Lo potevo fare anch' io di Francesco Bonami

 

 

 

Recensione: Lo potevo fare anch' io
a cura Hedda Cacchioni
Counselor - Case Manager
Artista

 

 

 

 

Francesco Bonami è nato a Firenze nel 1955 è un critico d'arte contemporanea.
Nel libro Lo potevo fare anche io riecheggia simpaticamente la storia di molti autori insigniti, conosciuti nel mondo per le loro opere magnificienti ma anche splendidamente bizzarre!
Alcune opere di grandi autori, soprattutto contemporanei hanno lasciato sbigottiti molti del folto pubblico, attento talvolta indiscreto ma certamente curioso e ricco di domande ombrose e temerarie. Domande alla quale Francesco Bonami ha saputo dare delle risposte spiegando le peculiarità della riuscita dell'opera come nel caso di Marcel Duchamp con l'orinatorio capovolto e Andy Warhol con il suo ripetersi quasi all'infinito nei meandri pubblicitari del tempo.
Racconta la storia con leggerezza non effimeramente depauperata ma si tratta con aperta eterea libertà.
Così pure quando parla di Lucio Fontana usa un dialogo semplice per indurci a capire i tagli sulla tela e prorio qui ci offre l'idea dell'importanza della mano di chi taglia la tela.
Chiunque potrebbe farlo ma quel chiunque non lascerebbe il  taglio sulla tela come quello di Lucio Fontana tra talento e precisione. Ferite ben curate con tanto di garza e non sfregi abbandonati sopra una tela.

Tratta di calciatori dei loro musei, di chi li ricorda.
La vita è l'arte che ognuno ricorda, in mezzo a tante altre opere d'arte prende il giudizio e una collocazione tra i migliori i mediocri e i peggiori, ma è bello pur esserci.


 

 

    

 

 

 


Nota
Ci stiamo sempre, anche io, per alcuni di voi ci sono con questa recensione del libro Lo potevo fare anche io che ho appena finito di leggere.

Vorrei ricordare che in seguito ad un incidente di vettura del papà dei miei figli creai uno stile mio ARTESTRAMBA in cui  su ogni quadro o scultura in argilla praticavo attentamente un taglio  e poi con ago e filo accuratamente ricucivo, lasciando una cicatrice ben curata e guarita.
A volte funziona, come per la scultura cinese che rincollano il vaso rotto con rifiniture in oro, io stessa praticavo un taglio e poi una sutura con la quale l'opera d'arte  ritornava al suo miglior stato.

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