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Recensione: Benito Mussolini e l'editoria

 

RIPROPOSTA 29/10/2014, 11:10

 

 

Recensione
Benito Mussolini e l'editoria

A cura di Hedda Cacchioni
Formatrice Case Manager
Scrittrice

 

 

Benito Mussolini è stato il primo censore nella storia del mondo editoriale e teatrale; essendo egli educatore e appassionato di letteratura avrebbe voluto fascistizzare la cultura italiana attraverso una selezione attenta di pubblicazioni dei quotidiani, libri e quant’altro. Nel periodo fascista la popolazione aveva un alto tasso di analfabetizzazione e Mussolini si preoccupava di quel che si scriveva sui periodici piuttosto che sui libri… Inizialmente all’Ufficio Ministero Interni poi ribattezzato Ufficio Stampa Capo del Governo operava Cesare Rossi ma sempre sotto il controllo del Duce. Mentre l’editore più temuto del Duce è stato Piero Gobetti il quale emulava i predecessori come Luigi Einaudi, Giuseppe Prezzolini, Gaetano Salvemini ma anche giovani intellettuali come Santino Caramella, Manlio Brosio. Accanito oppositore del fascismo Piero Gobetti fu arrestato più volte ma sempre rilasciato. Il giovane imprenditore editò anche Ossi di seppia dell insigne scrittore Eugenio Montale.

 

Tra le scrittrici più famose si ricorda l’intellettuale e amante di Mussolini Margherita Sarfatti. Mussolini affetto da una forma di misoginia dettata dalla mentalità del tempo faceva netto contrasto tra maschio e femmina tant’è che l’uomo e la donna non venivano messi sullo stesso piano nemmeno professionalmente (discriminazione tutt’oggi ancora esistente in molte parti del mondo seppur ci si sta lavorando sopra per eliminarla). Di gradevole supporto a Mussolini fu la signora Sarfatti che conosciuta la passione del Duce per i dettagli lo indirizzò all’architettura, all’arte, alla letteratura straniera inoltre gli insegnò le regole dei salotti; ciò riflettè sul modus operandi del Duce in politica. A nome della ‘discriminazione femminile’ Elsa Morante fece osservare come le donne erano ostacolate nel mondo editoriale, tra le riviste citò quella del Bottai ‘Primato’ così pure il quotidiano ‘Il Popolo d’Italia’. Poi senza tardare ci fu la legislatura antisemita, i fascisti stessi hanno buttato fuori anche gli ebrei sostenitori del fascismo alchè intorno al 1938 entrò di regola ‘il mercato delle discriminazioni’ sostenuto e gestito da personale corrotto.

 

Nomi di scrittori con origini ebraiche - Umberto Saba - Alberto Moravia

 

Le conseguenze del fascismo erano presenti anche al ritorno della democrazia Vitaliano Brancati edito dalla Bompiani lo fece presente nel suo libro dedicato alla faticosa situazione di quel momento.

 

Fonte: Guido Bonsaver dal titolo ‘’Mussolini censore’’.
Ne suggerisco la lettura

 

 

Ho degli amici (i libri), la cui società è per me deliziosissima; sono uomini di tutti i paesi e di tutti i secoli; distinti in guerra, in pace e nelle lettere, facili a mantenersi, pronti sempre ai miei cenni, li chiamo e li congedo quando più mi aggrada… essi non van mai soggetti ad alcun capriccio , ma rispondono a tutte le mie domande. (Francesco Petrarca)

Ho degli amici (i libri), la cui società è per me deliziosissima; sono uomini di tutti i paesi e di tutti i secoli; distinti in guerra, in pace e nelle lettere, facili a mantenersi, pronti sempre ai miei cenni, li chiamo e li congedo quando più mi aggrada… essi non van mai soggetti ad alcun capriccio , ma rispondono a tutte le mie domande. (Francesco Petrarca)

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